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La favola del Ruché

Questo vino è, probabilmente, tra i più antichi e padre di molti vini italiani.

Tracce del suo nome risalgono al II° sec. a.C. e di sicuro furono i romani ad introdurlo in Piemonte dove però si è estinto innestato con altri vini poi diventati famosi.

A Castagnole Monferrato, in provincia di Asti, alcune famiglie vedevano crescere spontaneamente ai bordi delle loro vigne un vitigno che dava un vino gustoso e fragrante, spesso ai margini di nobili viti come Barolo, Bragetto e Pit.
Il vino che se ne ricavava era di grande gusto e profumo, e ogni famiglia ne curava una piccolissima quantità per il consumo proprio.

Nel 1953 i fratelli Meda, fecero il giro delle famiglie e chiesero gemme di questo meraviglioso vitigno; nacque così la prima vigna di Ruché dell’era moderna.
Successivamente i fratelli Meda tornarono dalle famiglie con le loro gemme e tutti piantarono la loro vigna di Ruché.

Nasceva con non poche vicissitudini il marchio D.O.C. nel 1987 anche se per poche vigne di Castagnole Monferrato e dintorni.

La produzione di Ruché è molto ridotta anche se, per fortuna, è molto ridotto il numero dei bevitori che conoscono questo vino.

Profumato con un sapore leggermente fruttato ma con un carattere poderoso di 13,5°, secco e asciutto nel contempo e privo di tannicità, questo vino ha un retrogusto fragrante al petalo di rosa, ci ricorda i profumi e i sapori forti di un tempo.

Nel berlo a noi piace pensare che lo stesso vino lo beveva Nerone... “e tanto ne bevve che incendiò Roma!!!”.

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