|
Il
Lardo di Colonnata
| Storia
(vera!!!) |
Si
dice che Michelangelo non avrebbe potuto scavare
i blocchi di marmo in loco e scolpire le statue
se non avesse avuto a conforto il lardo locale!
Anzi, la frase che egli pronunciò battendo
con il martello il ginocchio della statua di Mosè,
appena terminata... "perché non
parli?" è un falso storico.
Trascrizioni di monaci riferiscono che egli, che
aveva sempre il piattino con fette di lardo pronunciò
la vera frase... "perché non mangi?..." |
Fino ad epoca recente il lardo era considerato il companatico
"povero" dei cavatori, che lo affettavano
sottilmente per metterlo nelle pagnotte rustiche di
montagna, accompagnandolo con cipolla cruda e pomodoro.
Questo "pasto" veniva preparato la mattina
presto quando i cavatori partivano da casa per recarsi
alle cave a scavare il marmo, fino ad altezze di 1.700-1.900
metri. Tale (fagottino), che tuttora è denominato"pasto
del cavatore" doveva durare per tutta la giornata
fino al rientro alla sera. Il contenuto calorico assicurava
le forze necessarie col "fiasco" di vino,
a far fronte alle elevate fatiche giornaliere dovute
alla ripida salita e agli sforzi degli scavi.
Il
procedimento risale agli inizi del millenio ed il segreto
si tramanda di generazione in generazione. La stagionatura
avviene in "conche" di marmo che si trovano
in cantine o grotte scavate nella roccia, con immersione
del lardo in una speciale salamoia a base di erbe aromatiche.
Le "conche" vengono strofinate con aglio ,
il fondo viene ricoperto di sale marino, erbe e spezie,
su cui viene steso uno strato di strisce di lardo, quindi
ancora spezie ed altro lardo e via di seguito.
La stagionatura dura oltre 10 mesi. L'umidità
naturale delle grotte e la porosità delle pareti
di marmo della conca stabiliscono condizioni naturali
per la maturazione. Le analisi chimiche e batteriologiche
hanno dimostrato che il "metodo" antico è
straordinariamente efficace e non richiede alcun trattamento
chimico nè conservanti.
Si presenta bianco quasi rosato: qualche volta si può
avere la fortuna di trovare la cosidetta "striscia"
di colore rosa intenso, che aumenta la beltà
visiva e ne insaporisce il gusto. La "cotenna"
esterna è ricoperta di sale marino, grigio-nero
all'aspetto per le spezie di cui è imbevuto e
lo spessore dei pezzi varia da 4 a 6 cm.
Con un coltello ben affilato tagliare/separare la "cotenna"
superiore ed inferiore, quanto basta per fare le fettine
desiderate. Pulire dagli eventuali residui di sale,
quindi tagliare a fettine sottili. Usare piccole fette
di pane scaldato leggermente od anche abbrustolito;
comunque va bene anche il pane fresco, stendere la fettina
di lardo sul pane e ..."ahm!!!"... La vera
usanza è quella di prendere il lardo "con
pollice ed indice", le altre dita alzate ..."nobilmente"...,
imboccare e far seguire da bocconi di pane con ogni
tanto una sorsata di vino rosso di cantina, e... "BUON
APPETITO"!!!
|